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giovedì 14 aprile 2011

MEDIACONCILIAZIONE ALL'ESAME DELLA CONSULTA

LA  MEDIOCONCILIAZIONE ALL'ESEME INCOSTITUZIONALITA'

Con ordinanza n. 3202 del 12/04/2011, il TAR ha ritenuto come rilevanti e non manifestamente infondate, le questioni di legittimità costituzionale relative all'introduzione dell'obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione; all'esperimento della mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale; alla previsione che a gestire il procedimento di mediazione possano essere gli enti pubblici e privati,  con omissione dell'individuazione di criteri volti a delineare i requisiti attinenti alla specifica professionalità giuridico-processuale del mediatore. La prima sezione del Tar del Lazio con l'Ordinanza depositata in data 12/04/2011 ha accolto il ricorso proposto da vari organismi dell'Avvocatura, nel quale era stata sollevata questione di legittimità costituzionale di alcune norme del decreto legislativo n. 28 del 2010 che ha introdotto la media conciliazione obbligatoria nel nostro ordinamento.

Le norme  esaminate attentamente dal TAR, e ora sottoposte al vaglio della Corte Costituzionale, sono  l'art 5 del  decreto legislativo  n. 28 del 2010 che introduce a carico di chi intende esercitare in giudizio un'azione civile  l'obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione, che diviene, quindi,  condizione di procedibilità della domanda giudiziale, da sollevarsi anche d'ufficio   e  l' articolo 16  che riguarda gli organismi di mediazione che diano garanzie di serietà ed efficienza Queste norme, secondo il TAR, potrebbero essere (secondo noi sono) fondatamente in contrasto  con gli articoli  24  e l'articolo 77 della Costituzione.

Il Tar ha valutato che  l'obbligo del preventivo esperimento obbligatorio della mediazione impedisce  la piena azionabilità in giudizio di diritti soggettivi dei cittadini e  il  pieno esercizio  della funzione giurisdizionale statale.
Anche la formazione dei mediatori non è stata ritenuta dotata di garanzia dal rischio di subire  irreversibili danni dall' accordo proposto dal mediatore, che può omettere elementi  suscettibili  di essere invocati  nel  giudizio  ordinario.

 

 

 
 
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