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giovedì 12 novembre 2009

Avvocati

RIFORMA FORENSE. Accesso, tariffe, pubblicità ed associazioni multidisciplinari sono temi sensibili della riforma dell'Ordinamento Forense; non è un caso che proprio su di essi si registra la presa di posizione critica dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che in più parti si fa portavoce di soluzioni difformi da quelle che l'avvocatura ritiene siano, invece, consone non solo agli interessi della classe, ma soprattutto della collettività.
Nella segnalazione AS 602 al Parlamento del 16.9.2009 inviata il 18 successivo in ordine alla proposta di legge sulla “Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense” che recepisce, pressoché interamente, le disposizioni previste nel DDL Mugnai, nel quale, a sua volta, era stata trasposta la proposta del Consiglio Nazionale Forense (CNF) lAGCM, in linea con le conclusioni della sua precedente Indagine conoscitiva sugli ordini professionali (IC 34, in Bollettino AGCM n. 9/2009), osserva, infatti, che il testo della proposta di riforma approvato il 14.7.2009 dal Comitato ristretto, contiene disposizioni”…che determinerebbero gravi restrizioni al funzionamento dei mercati e imporrebbero oneri a cittadini e imprese non giustificati dal perseguimento di interessi di rilevanza generale”. In particolare, ciò riguarderebbe le disposizioni che, oltre all'estensione dell'ambito delle esclusive ed allattribuzione al CNF di una potestà regolamentare, concernono – per lappunto - le nuove modalità di accesso alla professione, la disciplina delle tariffe e quella della pubblicità.

 
 
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